Android batte iPhone

MILANO – L’iPhone lo conoscono tutti. Il marchio Nokia anche. Probabilmente anche BlackBerry. Ma se si parla di Android non molti hanno le idee chiare. Eppure, da alcuni mesi, Android è diventato il vero fenomeno della telefonia. Non è un cellulare, ma un sistema operativo. Un po’ come Windows o Linux o Mac Os per i computer, ma più in piccolo. È «open», gratuito, e alle sue spalle c’è Google.

Questa settimana Android ha raggiunto un obiettivo impensabile 12 mesi fa: superare iPhone nelle quote di mercato. Android nel secondo trimestre 2010 (dati Gartner) è schizzato al terzo posto tra i sistemi operativi per smartphone, con il 17,2% totale e oltre 10 milioni di pezzi venduti. Un anno fa si parlava dell’1,8% e 750 mila telefoni. Davanti ci sono il leader Nokia (41,2%, ma in calo del 10%) e Rim-BlackBerry (18,2%). iPhone con il suo sistema iOs, benché in progresso, è al quarto posto, con il 14,2% del mercato. Un’ascesa incredibile per un settore abituato a svolte improvvise come quello della tecnologia. Per molti analisti la conquista del primo gradino del podio (già realtà negli Usa) è solo questione di tempo. «Il successo di Android – spiega Carolina Milanesi, vice-presidente di Gartner – sta in prodotti venduti attraverso molti operatori e fabbricati da un gran numero di produttori diversi. Terminali attraenti con un’ampia gamma di prezzi».

E in effetti le fila dell’esercito degli «androidi» crescono ogni giorno di più. Se a inizio 2009 c’era appena un telefono con Android a bordo (il G1 distribuito da T-Mobile), oggi ci sono oltre 60 modelli. Prodotti da Motorola, Samsung, Htc, Sony Ericsson, Lg, Acer, Asus, Huawei e altri ancora. Più o meno tutti insomma, tolti Nokia («Niente Android sui nostri telefoni»), Apple e Rim-BlackBerry. Android piace a chi fa i telefoni perché utilizzarlo non costa nulla, essendo un sistema «open» derivato da Linux. E piace a chi i telefoni li compra, perché con le ultimi versioni (la 2.2 è uscita da poco, la 3.0 si affaccia) ha raggiunto una stabilità e una velocità pari a quella di iPhone.

L’integrazione completa e facile con i servizi di Google è un punto di forza, considerato che Gmail, Google Maps, Google Documents sono entrati nella vita di tutti i cittadini del mondo digitale. Per non parlare di servizi esclusivi quali il navigatore Gps «parlante» o le funzioni di ricerca vocale. In più, benché l’interfaccia di iPhone resti più immediata anche per i neofiti, Android è più versatile e personalizzabile. L’Android Market raccoglie già oltre 90 mila programmi. La maggioranza dei quali, in ossequio alla filosofia «aperta» del sistema di «Big G», è gratuita: il 57%, contro il 28% del mondo iPhone.

Alle porte c’è poi una nidiata di dispositivi Android diversi dai telefoni. Tablet Pc in testa. Anche in quel settore l’iPad di Apple sarà presto circondato da un esercito di «droidi». Un successo inarrestabile? Pare di sì, ma qualche spina per Google non manca. Dal flop commerciale negli Usa del suo telefono Nexus One, alle recenti polemiche per rimodulare un Internet a due velocità nel settore della telefonia mobile, alle perplessità sulla privacy. Nonostante le rigorose policy di Google, in molti pensano che non sia una buona idea affidare la propria vita – che sempre più passa da un cellulare – a un marchio che prospera vendendo pubblicità mirate sui gusti dei suoi utenti.

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